la Via del Vino

della Vallecamonica

 

Il territorio è ubicato ai piedi della Concarena, rievoca ambiente, storia, cultura, tradizioni locali, modi di vita, prodotti della terra, pietra calcarea. La Concarena è una montagna che vanta una storia geologica di circa 230 milioni di anni e che circa diecimila anni fa, non più sostenuta dalla forza dei ghiacciai, crollò verso fondovalle dando vita ad enormi cumuli franosi, è una montagna generosa che ha sedotto molti di coloro che l’hanno frequentata.

 

Una terra di vigneti “scolpiti nel vivo sasso”, per secoli le popolazioni locali hanno realizzato terrazzamenti, coltivato la vite e prodotto vini.

I temi maggiormente rappresentati corrispondenti ai percorsi:

- un monumentale torchio

Questa tradizione viene festeggiata ogni anno nella sagra popolare di Losine denominata “Scior del Tòrcol”, inoltre all’esterno del museo etnografico di Cerveno è stato ricostruito un monumentale torchio a leva orizzontale.

– Il percorso delle Calchere

Nei paesi posti sul conoide sottostante la Concarena c’erano diverse “calchere” (fornaci di calcificazione). Alcune di queste calchere sono state conservate e recuperate e ad Ono si realizza una festa durante la quale è possibile assistere alle dimostrazioni delle tecniche tradizionali di produzione della calce.

- Il percorso del vecchio mulino

– Percorso della fede

Il tema della religione, rappresentato nella Via Crucis di Cerveno, Passione scolpita nel legno da Beniamino Simoni alla fine del ’700, e che rivive nella festa della Santa Crus.

– Percorso del Caseificio Turnario

l’attrezzatura di un caseificio turnario, risalente agli inizi del secolo scorso, che per lungo tempo ha prodotto burro di affioramento e formaggio tipico della valle, consentendo in tal modo ai suoi abitanti, occupati principalmente nelle attività agricole/boschive e nell’allevamento del bestiame, una sopravvivenza dignitosa, si ricordano in esso le norme, le abitudini, le consuetudini che regolavano la gestione dell’attività.

Caseificio turnario perché le “cagliate” venivano assegnate a turno in rapporto alla quantità di latte che ogni utente (culunèl) conferiva nel corso dell’anno, e il cui esercizio fondava su un concetto fondamentalmente democratico, considerando che venivano utilizzati locali pubblici con diritto di uso civico e che l’insieme degli utenti costituenti la “Compagnia” eleggevano annualmente un responsabile per il controllo della contabilità, nonché il “casaro” che riceveva uno specifico compenso sul lavoro giornaliero svolto, cui venivano assegnati determinati compiti, alcuni dei quali tassativi ed altri facoltativi quali, ad esempio, la pulitura e la custodia dei formaggi.

Il caseificio turnario ha mantenuto le sue funzioni fino agli ultimi decenni del secolo scorso e conserva al suo interno l’attrezzatura completa e singolare dei mezzi utilizzati per la produzione del burro di affioramento e formaggio a lunga stagionatura.

Strutture che narrano la sapiente ingegnosità degli abitanti che hanno utilizzato l’acqua del torrente adiacente come forza motrice e per il raffreddamento del latte durante la stagione calda.

L’attività, situata nell’area di un antico forno fusorio lungo il corso del torrente Re, usufruiva dell’acqua di questo per produrre energia idrica, che dava movimento a tutta la struttura.

L’attrezzatura si completa con due caldaie in rame fisse per formaggio e ricotta, con una struttura che consentiva l’utilizzo dello stesso braciere che, azionato da una manovella, scorreva da una caldaia all’altra, consentendo un evidente risparmio di combustibile.

Sono presenti altri oggetti: la bilancia in ottone per la pesa del burro, due basculle per la pesatura del latte, alcune mastelle, un ripiano per lo scorrimento del siero, una macchina atta a comprimere e molti strumenti utili alle varie fasi di lavorazione.

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la Valle dei Segni e dei laghi

INCONTRI, PASSEGGIATE, VISITE

Libera la tua fantasia e scopri la ricchezza dell’offerta turistica con l'invito a conoscere il territorio, le aziende, i luoghi ove si producono i prodotti alimentari che vengono somministrati nei ristoranti partecipanti alla rassegna.

Ogni incontro o passeggiata consente di conoscere un luogo o un prodotto particolare.

Per la migliore organizzazione è richiesta la prenotazione.