Dagli incontri di realtà diverse nasce sempre qualcosa di speciale, di unico nel suo genere, che proprio per questo sa farsi apprezzare ampiamente. E così è per la gastronomia del territorio della Riviera degli ulivi del lago d’Iseo. Qui i monti, con i prodotti del lavoro duro e caparbio dell’uomo, si incontrano con le dolci e digradanti colline, che docili si prestano a offrire i propri frutti a chi li sappia lavorare, e si sposano ovviamente con il lago, che da principale fonte di sostentamento del passato, continua ancora oggi a giocare un ruolo di primo piano nella cucina e nei prodotti tipici rivieraschi. Un mix di tradizione fondato sull’impegno, sul lavoro e sulla semplicità, che si riconosce in ogni piatto, ma anche nei prodotti non gastronomici, che la riviera dona.

colori dell'arte e della natura

il Monte Guglielmo (Golem) è il più elevato monte della cerchia del Sebino (m 1946); per raggiungerlo si percorre un interessante e panoramico sentiero.

Itinerari (accessibili a piedi e in mountain bike):
la passeggiata lungo l'antica via Valeriana è una strada interna rispetto all'attuale strada costiera, su cui si affaccia l'antico Eremo di S. Pietro in Vincoli, ricco di affreschi; questa strada fu costruita dagli austriaci nel 1850 circa;
risalendo lungo la valle del torrente Bagnadore, verso Cislano e Zone, si godono ottimi paesaggi con vista sul suggestivo fenomeno naturale delle "piramidi di terra" (alte cuspidi con sopra un grosso masso);
la passeggiata panoramica da Vello a Pisogne: è un'affascinante percorso lungo la costa del lago d'Iseo;
da Marone per la Madonna della Rota - Croce - Marone - Remina - Guine - Dosso Castagna - Virlino - Monte Marone

 

Da vedere:

la pieve in località Croce di Marone e l’eremo di San Pietro nella frazione di Pregasso.
Una preziosa testimonianza dell'antichità maronese è sita in località Vela (Co de Hela - Capo della Villa), dove si trovano estesi resti (circa ottanta metri) di un edificio romano del I secolo D.C., con terrazze digradanti verso il lago e il piano di un portico con delle nicchie per le statue. Vi è stato ritrovato un piedistallo di un metro con simboli erculei, oggi conservato nel museo romano di Brescia

 

Periodo storico:

L’eremo di San Pietro e la chiesetta dei Morti nella frazione di Vello risalgono al ‘400

La passeggiata si snoda lungo la vecchia strada Vello-Toline, resa da alcuni anni ciclopedonale. Si comincia a Vello di Marone, poco più di un chilometro dopo le prime gallerie, a un livello inferiore rispetto alla strada statale, in corrispondenza di un apposito cartello che indica la pista. Dal cimitero di Vello, a piedi o in bicicletta, si prosegue attraversando l’abitato di Vello. Dopo l’incontro con la prima galleria della pista, si continua, sempre costeggiando il lago, passando per il solco inciso della Valle Finale, per terminare al piccolo promontorio della Punta delle Croci Bresciane. Il ritorno coincide con il percorso di andata.
 


Alla partenza si può ammirare la chiesetta quattrocentesca del cimitero di Vello. Il percorso permette di ammirare ampi scorci di lago e delle rocce circostanti. Dal solco inciso della Valle Finale si può ammirare, sull’altra sponda del lago, l’orrido rupestre del “Bögn di Zorzino”.

Ciclabile Vello-Toline

 

Si parte dal Monumento Città dell’Olio - un frantoio circondato da ulivi - posto al confine tra l’abitato di Marone e Sale Marasino, che celebra la vocazione di lunga data che il paese manifesta per la raccolta delle olive e la produzione di olio, sfociata, nel 2002, con l’adesione di Marone all’Associazione Città dell’Olio, che vede 200 comuni uniti nella tutela e nella salvaguardia dell'Olio Extravergine d'Oliva DOP. Proseguendo dietro il monumento, si imbocca via Gandane che sale con una lieve pendenza lungo l’omonima località, supera un ponte e continua a salire fino all’incrocio con via S. Pietro. Sulla destra, si arriva in frazione Vesto, dove svetta la chiesa barocca intitolata a S. Rocco e S. Giovanni Nepomuceno. Tornati su via S. Pietro, si sale fino a raggiungere località Pregasso. Qui si può scegliere di seguire, a sinistra, la scalinata costellata da Stazioni della Via Crucis che sale fino al godibilissimo punto panoramico dell’eremo di S. Pietro, sul colle omonimo, oppure continuare sulla strada attraverso tutta la contrada di Pregasso fino a imboccare un tratto di antica Valeriana che attraversa la suggestiva Valpintana. Seguendo la via si passa sotto il ponte della nuova SS510 e si sbuca presso il borgo di Collepiano, proprio accanto allo svincolo. Si prosegue entrando nella contrada, dove si può cogliere l’occasione per visitare la chiesetta barocca di S. Bernardo. Il percorso prosegue scendendo verso Ponzano, incontrando la piccola chiesa di S. Teresa di Lisieux, costruita alla fine della seconda guerra mondiale. Continuando la discesa, mentre si ammira il lago che si apre dinanzi agli occhi, si arriva fino a Ariolo, contraddistinto dalla minuscola chiesetta di S. Carlo. A questo punto si può imboccare via Europa, a destra, fino ad arrivare alla linea ferroviaria. Una volta attraversata questa, si scende fino alla strada statale (via Roma), si svolta a destra fino a raggiungere la parte retrostante della chiesa parrocchiale di S. Martino e, valicata la strada, si può proseguire scendendo verso il lago. Da qui si può scegliere di percorrere per un tratto, verso sinistra, il Lungolago Marconi, fino al porticciolo di circondato da un uliveto pubblico, che fiancheggia il torrente Opolo. Dal parco si riprende via Roma in direzione di Sale Marasino per circa un km fino a raggiungere, in località Vela, l’omonimo Frantoio, che può essere visitato, nel periodo della raccolta delle olive. Poco più avanti, dal lato della strada che guarda verso il monte, si possono ammirare i ruderi della Villa Romana. Si può anche scegliere un percorso alternativo: proseguendo, dalla Parrocchiale, verso destra, in direzione Vello, sempre per via Roma, si raggiunge un parco pubblico in riva al lago, in cui è immersa la novecentesca Villa Vismara, da cui si può discendere a una spiaggetta che fiancheggia il torrente Bagnadore.

Questo è uno dei possibili itinerari che permette di conoscere non solo molti degli scorci panoramici e delle bellezze naturali offerti da Marone, ma anche i luoghi di maggiore interesse storico-culturale e piacevoli angoli per il relax. Si respira, così, l’atmosfera del paese, intrisa di tradizione, impegno e semplicità.
 

Periodo consigliato: Tutto l'anno

 

Da vedere:

le chiese che costellano l’itinerario; la via Valeriana; i borghi rurali; il frantoio e la produzione delle olive; la Villa Romana.
 

Abbigliamento e attrezzatura: da passeggiata oppure con bicicletta con cambi di rapporto

 

Tempo medio di percorrenza: 1 h e 30 minuti a piedi

 

Caratteristiche percorso: Il percorso è facile e totalmente percorribile a piedi e, volendo, anche con una bicicletta con cambi di rapporto (in questo caso, però, non si può imboccare via Europa, ma occorre arrivare alla linea ferroviaria seguendo Via Guerini). Parte del percorso è percorribile anche in auto (Sempre esclusa via Europa).

arte, religione e tradizione

 

Villa Romana

 

Occhieggiano tra la ferrovia e la strada, all’ingresso del paese venendo da Brescia, i ruderi di un’antica e grande villa romana – non solo residenziale, ma anche produttiva - risalenti al periodo imperiale (I secolo d.C.) e venuti alla luce gradualmente tra il 1865, quando furono rinvenuti pavimenti a mosaico e tratti di acquedotto, e i primi decenni del Novecento, quando emersero tratti di muri, una statua di Ercole e ancora tracce di pavimentazione.

Molti resti sono andati perduti a causa dei lavori di ampliamento del manto stradale e della ferrovia.

 

Da vedere:

i resti di muri e pavimenti

 

Periodo storico:

I secolo d.C